Il governo riformulerà la norma. Il Pd smette con l'ostruzionismo
Sbarco nella tv oltre Rete 4
Oggi prenderà il via l’esame parlamentare del cosiddetto emendamento salva Rete4 e certamente non mancheranno le polemiche fra maggioranza e opposizione, già ampiamente annunciate nei giorni scorsi. Il tema è tecnico. In sostanza la maggioranza sostiene che l’emendamento serve solo a recepire le osservazioni dell’Unione europea su alcune lacune della legge Gasparri, in particolare in tema di apertura del mercato del digitale terreste.

Milano. Oggi prenderà il via l’esame parlamentare del cosiddetto emendamento salva Rete4 e certamente non mancheranno le polemiche fra maggioranza e opposizione, già ampiamente annunciate nei giorni scorsi. Il tema è tecnico. In sostanza la maggioranza sostiene che l’emendamento serve solo a recepire le osservazioni dell’Unione europea su alcune lacune della legge Gasparri, in particolare in tema di apertura del mercato del digitale terreste. L’opposizione sostiene che la norma proposta dal governo serva anche a fotografare la situazione esistente nel campo delle frequenze analogiche, di fatto annullando il pronunciamento del Consiglio di stato a favore di Europa 7 e consentendo quindi la sopravvivenza in chiaro di Rete4 fino allo “spegnimento” dell’analogico, al momento programmato nel 2012.
Intanto l’universo televisivo sta cambiando in maniera sostanziale e uno dei motori del cambiamento è proprio l’Italia. Lo scontro in atto fra i grandi gruppi che si contendono i destini futuri del settore televisivo non è sul possesso dei canali, ma sui contenuti. E gli italiani, con Mediaset e De Agostini, in prima fila stanno giocando la loro partita in Europa. Ieri De Agostini ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sulla svedese Zodiac per un ammontare complessivo di circa 137 milioni di euro. Zodiac è attiva nella produzione di contenuti per la tv e per i new media e opera in circa 70 paesi. Il format più famoso della società svedese, almeno alle nostre latitudini, è Temptation Island che andrà ad aggiungersi all’Isola dei Famosi realizzato da Magnolia, anch’essa entrata da tempo nel gruppo De Agostini. Il gruppo guidato da Lorenzo Pellicioli è uno dei più attivi nella guerra dei contenuti. Oltre a Magnolia, che opera in Italia e Spagna, e Zodiac (fortemente radicata nel nord Europa), controlla anche Marathon che invece è operativa in Francia. Il principale concorrente di De Agostini è Mediaset, che da tempo ha iniziato il riposizionamento del business in modo da dipendere sempre meno dai ricavi pubblicitari, in particolare quelli “storici” provenienti dalla raccolta realizzata dai canali analogici. La strategia del gruppo presieduto da Fedele Confalonieri, che ha nella tv il suo core business, è più articolata di quella della De Agostini. Alle società di produzione vengono affiancate quote di partecipazione in società televisive appartenenti a mercati emergenti e quindi non ancora saturi. In questo senso vanno gli acquisti fatti recentemente del 25 per cento del capitale della tunisina Nessma Tv e prima ancora del 28,3 per cento di Caribevision che ha consentito al gruppo del Biscione di entrare nel mercato della tv in lingua spagnola negli Stati Uniti. Sul fronte dei contenuti Mediaset ha acquistato prima la corazzata Endemol e poi il gioiellino Taodue, che era stato a lungo nei radar della De Agostini in vista di una possibile acquisizione. Nella partita dei contenuti televisivi sono entrati anche gli Agnelli. L’Ifil ha investito 42,5 milioni di euro per acquistare il 17 per cento circa del capitale di Mangas Capital Entertainment, società parigina fondata a fine 2007 da Stéphane Courbit, ex dirigente della Endemol. La finanziaria torinese, che tradizionalmente non ha il business televisivo fra i suoi settori d’investimento, è entrata nel settore accompagnando la De Agostini e il gruppo Arnault. I tre soci avranno una quota complessiva del 51 per cento mentre il restante 49 rimarrà nelle mani di Courbit. L’investimento è il primo sotto la presidenza di John Elkann, il quale ha spiegato che “la redditività è buona, c’è potenzialità di crescita e Courbit ha talento, dunque è una bella iniziativa imprenditoriale”.
Intanto l’universo televisivo sta cambiando in maniera sostanziale e uno dei motori del cambiamento è proprio l’Italia. Lo scontro in atto fra i grandi gruppi che si contendono i destini futuri del settore televisivo non è sul possesso dei canali, ma sui contenuti. E gli italiani, con Mediaset e De Agostini, in prima fila stanno giocando la loro partita in Europa. Ieri De Agostini ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto sulla svedese Zodiac per un ammontare complessivo di circa 137 milioni di euro. Zodiac è attiva nella produzione di contenuti per la tv e per i new media e opera in circa 70 paesi. Il format più famoso della società svedese, almeno alle nostre latitudini, è Temptation Island che andrà ad aggiungersi all’Isola dei Famosi realizzato da Magnolia, anch’essa entrata da tempo nel gruppo De Agostini. Il gruppo guidato da Lorenzo Pellicioli è uno dei più attivi nella guerra dei contenuti. Oltre a Magnolia, che opera in Italia e Spagna, e Zodiac (fortemente radicata nel nord Europa), controlla anche Marathon che invece è operativa in Francia. Il principale concorrente di De Agostini è Mediaset, che da tempo ha iniziato il riposizionamento del business in modo da dipendere sempre meno dai ricavi pubblicitari, in particolare quelli “storici” provenienti dalla raccolta realizzata dai canali analogici. La strategia del gruppo presieduto da Fedele Confalonieri, che ha nella tv il suo core business, è più articolata di quella della De Agostini. Alle società di produzione vengono affiancate quote di partecipazione in società televisive appartenenti a mercati emergenti e quindi non ancora saturi. In questo senso vanno gli acquisti fatti recentemente del 25 per cento del capitale della tunisina Nessma Tv e prima ancora del 28,3 per cento di Caribevision che ha consentito al gruppo del Biscione di entrare nel mercato della tv in lingua spagnola negli Stati Uniti. Sul fronte dei contenuti Mediaset ha acquistato prima la corazzata Endemol e poi il gioiellino Taodue, che era stato a lungo nei radar della De Agostini in vista di una possibile acquisizione. Nella partita dei contenuti televisivi sono entrati anche gli Agnelli. L’Ifil ha investito 42,5 milioni di euro per acquistare il 17 per cento circa del capitale di Mangas Capital Entertainment, società parigina fondata a fine 2007 da Stéphane Courbit, ex dirigente della Endemol. La finanziaria torinese, che tradizionalmente non ha il business televisivo fra i suoi settori d’investimento, è entrata nel settore accompagnando la De Agostini e il gruppo Arnault. I tre soci avranno una quota complessiva del 51 per cento mentre il restante 49 rimarrà nelle mani di Courbit. L’investimento è il primo sotto la presidenza di John Elkann, il quale ha spiegato che “la redditività è buona, c’è potenzialità di crescita e Courbit ha talento, dunque è una bella iniziativa imprenditoriale”.